Macchine che parlano di futuro

Collaborazioni vincenti; riconoscimenti di prestigio a una tecnologia all’avanguardia, ormai diventata “lo” standard; numero di visite allo stand triplicato rispetto all’edizione precedente e contratti chiusi in fiera. L’interpack 2017 di Cama? Un successo su tutta la linea. Lo conferma Annalisa Bellante.

Insieme al fratello Daniele, Annalisa Bellante guida con l’entusiasmo di sempre il Cama Group, noto in tutto il mondo per l’affidabilità di sistemi che coprono tutti i processi di imballaggio primario e secondario delle industrie alimentari e non, dal ricevimento dei prodotti fino alle operazioni di confezionamento a fine linea prima della palettizzazione.  

Un entusiasmo convinto e confortato da molti dati di fatto, che hanno trovato conferme durante la grande kermesse tedesca: «Anzitutto, penso con orgoglio al riconoscimento del grado tecnologico raggiunto dalle nostre macchine in ottica 4.0., che è valso all’unità monoblocco di carico robotizzata IF318 il premio “Best in Show”, messo in palio da Rockwell Automation tra i suoi partner in automazione, per celebrare gli alti livelli di innovazione nell’industria del packaging».
Il sistema pitch-less ha ricevuto valutazioni elevate da parte della giuria di esperti, chiamati a valutare modularità, intelligenza, facilità d’uso, sostenibilità, tracciabilità e grado di sicurezza.
«Una dimostrazione di come il nostro concetto di design integrato e modulare possa essere incredibilmente flessibile, adattandosi a molteplici applicazioni».

I nuovi linguaggi dell’industria: ologrammi e app
Macchine intelligenti e “interattive”, dunque, quelle messe a punto da Cama, sull’onda di uno sviluppo targato 4.0 «a cui stiamo in verità lavorando da tempo. Non a caso - ricorda ancora Annalisa Bellante - oltre che a interpack, anche in occasione della recente Hannover Messe, Microsoft e Rockwell ci hanno invitato a esporre il nostro monoblocco IF318, assunto come strumento/esempio per dimostrazioni di realtà virtuale aumentata. In pratica, insieme alla macchina, abbiamo fornito loro un progetto 3D della piattaforma, sviluppato ad hoc, e tramite il sistema HoloLens di Microsoft (il visore per la realtà mista che integra i componenti necessari a creare ologrammi da sovrapporre a oggetti reali, Ndr.) è possibile “viaggiare” all’interno della macchina, scoprendone caratteristiche e potenzialità, anche in funzione di servizi virtuali di training e assistenza».  

Altra anticipazione su quanto l’azienda sta facendo nella logica dell’interazione  uomo-macchina, riguarda il “line supervisor” CamApp.
«Si tratta - spiega Bellante - di una APP che abbiamo sviluppato in totale autonomia e che, una volta installata su un device, consente di accedere da remoto ai dati della macchina, visualizzando le statistiche relative a funzionamento e produttività, ma anche allo stato di usura dei componenti… Dato, quest’ultimo, decisamente interessante se pensiamo alla “predictiveness”, ovvero alla possibilità  di prevedere eventuali guasti». 

Progetti di crescita
Quest’anno, a interpack, Cama ha esposto due diverse linee complete di confezionamento, che rispondono ad altrettanti criteri progettuali e costruttivi:  testimonianza diretta della flessibilità e della capacità di proporre al mercato soluzioni differenziate e adeguate alle esigenze reali degli utilizzatori.

Stiamo parlando della IG Complete Robotic Line per l’imballaggio di prodotti in flowpack in confezioni multi-gusto e multi-strato, che integra quattro robot Delta Triaflex ed è sviluppata su piattaforma Bosch.

La seconda soluzione, sviluppata invece su piattaforma Rockwell, è la già citata unità di carico monoblocco completamente robotizzata IF318 per formazione/carico/chiusura di prodotti food e non-food in scatole di cartone ondulato e astucci di cartoncino.

«Il nostro punto di forza, d’altronde - ribadisce Bellante - sta nella capacità di progettare e costruire impianti complessi, ad alta velocità e a elevato valore aggiunto: una competenza che ci rende per molti versi unici nel panorama internazionale e che ci sta sostenendo nelle nostre tappe di crescita».

Uno sviluppo costante, quello di Cama, che archivia di anno in anno fatturati più che positivi, amplia il raggio d’azione in vari continenti ed è apprezzata per la qualità dei servizi di consulenza e supporto messi a disposizione del mercato.
«Mio fratello, io, l’intero staff ovviamente… abbiamo lavorato sodo a dare sempre maggiore solidità all’impresa, che oggi è cresciuta a tal punto da richiedere nuovi spazi. Da qui, la decisione di acquistare un’area di 50 mila metri quadri (terreno e strutture incluse), poco distante dalla nostra storica sede di Garbagnate Monastero.
Dopo i necessari lavori di ristrutturazione, che ci impegneranno per almeno un anno e mezzo, trasferiremo lì tutte le attività produttive e gestionali, senza tuttavia dimenticare gli spazi riservati alle attività ricreative dei dipendenti, nel nome di un benessere collettivo e condiviso a cui teniamo molto».
Quasi un nuovo inizio.                              
 

13.06.2017

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